Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • mazzette-corruzione1Una cosa è certa. Corrotti e corruttori hanno lo stesso interesse, cioè quello di tenere nascosto il loro rapporto, che può portare vantaggi a entrambi. Quando una delle due parti è un’organizzazione criminale strutturata e l’altra è la politica le condizioni di partenza si amplificano e l’inganno dell’opinione pubblica diventa un sistema, che permette ai due organismi di rafforzarsi a danno di tutti i cittadini.

    Questa situazione, che nel nostro Paese è diffusa da Nord a Sud, anche se strutturata in modi diversi, e con le eccezioni che pure vanno riconosciute, non possiamo aspettarci che venga estirpata in pochi mesi, e neppure possiamo sperare che la nuova legge anticorruzione – peraltro ancora in corso di discussione in Parlamento – risolva da sola il problema.

    Perché la corruzione è un fatto di uomini, di cultura, di abitudine stratificata nella nostra società rassegnata. Quando ci mettono ai primi posti nelle classifiche internazionali scrolliamo le spalle pensando che non cambierà mai… per troppo tempo, in troppi ambienti la corruzione non è stata considerata un reato grave, che toglie tanto a tutti. Adesso forse questo sta cambiando, ma intanto l’organismo che cerca di formare anticorpi continua a buttare fuori il peggio di quanto ha accumulato durante gli anni.

    Soltanto negli ultimi mesi abbiamo letto di “mafia capitale”, e ora arrivano le carte dell’inchiesta sui lavori pubblici, che venivano assegnati, in base a un patto illecito, sempre alle stesse ditte. Si tratta di storie radicate negli anni passati, che però vengono alla luce oggi. Sui singoli episodi sono in corso le indagini. La legge obiettivo del 2001 permette alla società vincitrice dell’affidamento dei lavori pubblici di nominare il direttore del cantiere, colui che dovrebbe essere garante del committente, e che invece stabilisce un rapporto diretto con le imprese appaltatrici…

      “E’ una legge da buttare” secondo il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone – che ha proposto le nuove linee guida per le società partecipate o controllate dal capitale pubblico. Un dirigente interno dovrà verificare la trasparenza delle pratiche, e analizzare le aree più a rischio di corruzione, sarà introdotta la rotazione degli incarichi, e la distinzione delle competenze, e sarà incentivata la denuncia da parte di dipendenti delle società che rilevino comportamenti corruttivi…non sappiamo quanto ci vorrà, ma è un inizio.

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