Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • tor-sapienza-1-1024x682-960x639Il nuovo mondo, quello globale, è fatto di città. Siamo sicuri che non ci sia un’alternativa? Perché basta guardare il nostro Paese, da Nord a Sud, e abbiamo subito un colpo d’occhio desolante. Negli anni sessanta, e nei decenni successivi, sono sorte intorno ai centri antichi le periferie operaie, quelle che si popolavano di lavoratori delle fabbriche. Progressivamente i distretti industriali si sono svuotati di produzione, e anche di senso.

    Ed è solo uno dei problemi delle nostre periferie, quelle dove non si investono soldi in trasporti e servizi, e le persone vivono isolate, intimorite dalla criminalità, e la qualità della vita peggiora mentre aumenta la disoccupazione.

    La città è un organismo vivente, che si nutre dei prodotti della campagna e vive la miseria in tempo di fame. Se le attività produttive si concentrano sempre più lontano dai luoghi dove le persone abitano, i centri diventano parchi per turisti, e tutto perde una collocazione coerente. Si può invertire questa tendenza? Forse sì, ma ci vogliono la volontà e i soldi. Questi ultimi, secondo qualcuno, si trovano per le grandi opere ma non per le linee di collegamento di autobus che aiutino i pendolari a sentire meno disagio nella distanza.

    Ci sono troppi progetti di costruzione di nuovi alloggi, rispetto al numero degli abitanti delle nostre città, eppure ci sono troppe occupazioni e affitti in nero. Questo si traduce anche in un maggiore volume di rifiuti abbandonati per strada, visto che la raccolta differenziata non riesce a raggiungere le periferie, in mancanza di inquilini con regolare contratto. Insomma, non c’è niente di più vero di quello che ufficialmente non esiste, ai bordi delle nostre città. E con la verità c’è poco da fare…

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario