Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cibo di stradaMangiare così, al volo, tra una cosa e l’altra, vuol dire anche concedersi un momento in mezzo a giornate sempre più piene di incastri. Quello che oggi – con un termine che va di moda – chiamiamo street food è sempre stato parte della nostra dieta.

    La pizza, il gelato, il lampredotto, il per’ e musso, la meuza, le panelle e così via, sono solo alcuni dei mille modi italiani di consumare qualcosa di saporito e divertente alla svelta, tra una cosa e l’altra.

    Il fatto è che anche il cibo di strada attraversa le sue evoluzioni. E oggi nascono proposte nuove, e nuovi lavori. Ci sono cuochi che si sono convertiti allo street food dopo essersi laureati in archeologia, donne che hanno identificato in un nuovo modo di cucinare sano e veloce l’apertura delle porte di casa propria in un ristorante ambulante.

    Ci sono anche artigiani che progettano e realizzano attrezzi da cucina ad hoc, forni speciali da viaggio per importare modelli di cottura e proporre piatti itineranti di alta qualità. Questa è la chiave del cibo da strada del futuro. Altrimenti si rischia di scadere nelle solite salse, tutte grassi e glutammati, esaltatori di sapidità e via condendo…

    Perché rinunciare agli ingredienti sani? Il divertimento resta, le cose di qualità sono anche le più buone…

     

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