Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • farmacoCi sono nuove molecole, farmaci costosi che possono curare malattie gravi, o rare, o croniche. Vengono prodotti e sperimentati dall’industria farmaceutica e quindi proposti ai vari Paesi.

    Chi fa il prezzo? I produttori, come in tutti i mercati. Solo che questo settore è particolarmente delicato, visto che ha a che fare con la salute delle persone, e si sa che un ammalato è disposto a spendere qualsiasi cifra di cui possa disporre in cambio della possibilità, o anche solo della speranza di migliorare, o di guarire.

    Ogni sistema sanitario ha le sue regole. Ci sono luoghi nel mondo dove si calcola il prezzo che lo Stato è disposto a pagare in base all’equazione tra l’aspettativa di vita che un certo farmaco garantisce e il limite di prezzo che può essere fissato per legge. In Italia non funziona così. C’è una procedura di approvazione nazionale delle nuove molecole, che mira a decidere se un farmaco inventato e brevettato sia migliore degli altri, già introdotti in commercio, e poi una fase di livello regionale, che è sottoposta alle scelte, e ai bilanci di spesa sanitaria più diversi, cosicché curarsi non risulta uguale per tutti, in tutti i luoghi d’Italia. E questo è solo uno dei problemi.

    Ci sono questioni internazionali, come la comprovata efficacia dei farmaci, sulle quali gli oncologi si battono da anni. Perché non si istituiscono regole comuni almeno per l’Europa? La legge europea prescrive che i nuovi farmaci debbano essere di qualità, efficaci e sicuri, ma non indica chiaramente che debbano avere un valore superiore di altri già in uso.

    Quali sono gli interessi in gioco? Fatevi due conti…

     

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