Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • 10informazioni utili-500X320L’obiettivo è ambizioso, non solo per la mancanza di risorse – quelle scarseggiano, non sono infinite, lo dicono tutti, lo ha scritto anche il Papa nella sua enciclica – ma per la mancanza di volontà politica dei potenti del mondo.

    Quando Michelle Obama ha detto che il nuovo corso nella lotta contro la fame deve partire da noi chi intendeva con quel “noi”? I cittadini del mondo o i capi di Stato e di Governo?

    E gli amministratori delegati delle multinazionali, dove li mettiamo, che ruolo giocano in questo combattimento per il Bene del Pianeta?

    Intanto il tema – ambizioso – dell’Expo 2015 viene continuamente citato ma passa molto poco nella comunicazione ai visitatori dell’esposizione internazionale, appare lontano dall’interesse di molte delle persone disposte a mettersi in fila per alcune ore davanti ai padiglioni milanesi. Vivono lo stupore, si perdono tra installazioni e architetture a caccia dell’esperienza, sgomitano per provare cibi esotici o nostrani. Chi si preoccupa della fame nel mondo?

    A parole, quasi tutti. Si fanno conferenze, ci si affanna a responsabilizzare i cittadini affinchè gli sprechi vengano contenuti, magari evitati. E in effetti, proprio all’Expo, si perde pochissimo cibo. Anche grazie all’affluenza di massa, tutto si consuma, e i pochi resti vengono subito avviati ad associazioni ed enti caritativi. Questa è la piccola consolazione. Ma il problema non viene toccato. Ci sono Paesi che si impegnano, in linea teorica, ci sono Carte dei Diritti che vengono sottoscritte. Nessuno vorrebbe affamare i popoli del mondo, almeno a parole ma tra il dire e il fare c’è il solito Mercato, e quello, si sa, viene prima…

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