Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • scuola2015Ci sono le scuole costruite nel 1800, e sono più di 400 edifici. Ma basterebbero solo quelle costruite prima del 1976 – e sono più della metà del totale – a dare un’idea generale dell’agibilità dell’edilizia scolastica in Italia. La legge sull’obbligo di collaudo statico è in vigore da una quarantina d’anni e tutto quello che si è costruito prima di quella data (1971) non ha avuto una certificazione.

    Agibilità, prevenzione incendi, manutenzione, sono i problemi più urgenti. Il Ministero ha pubblicato i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, ma si tratta di informazioni parziali, basate sulle comunicazioni tra enti locali e amministrazione centrale, e il rimpallo di responsabilità, si sa, è uno dei nostri sport nazionali. I fondi non sono arrivati ovunque, non erano sufficienti, in molti casi si è trattato di operazioni di decoro e non di consolidamento. Ecco perché, specialmente al Sud, resiste una condizione di difficoltà, che si riflette dalle strutture alle classi, alla vita dei ragazzi e degli insegnanti.

    A proposito: avrete sentito parlare fin troppo nelle ultime settimane delle stabilizzazioni di contratti precari, e della necessità di accettare un lavoro lontano dal proprio luogo di residenza, lasciando magari una famiglia, dei figli, insomma tutta una vita strutturata da anni, per diventare finalmente “di ruolo”. Spesso questo avviene perché ci sono più disponibilità al Nord o al Centro che al Sud, le classi sono più numerose, grazie alla presenza di alunni stranieri, figli di immigrati. Il lavoro si crea a partire dalle persone. C’è qualcosa in questa riforma che può aiutarci a sperare in un futuro migliore? Siamo appena all’inizio, ne riparleremo…

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