Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • monte-biancoLa funivia del Monte Bianco, il nuovo impianto inaugurato l’estate scorsa a Courmayeur – spettacolare, esperienza unica, alla portata anche dei turisti non esperti di alta montagna – ha ravvivato la vecchia lite tra Italia e Francia sui confini geografici, quelli fissati (?) dopo il 1860, ovvero dopo il trattato di annessione della Savoia alla Francia.

    Il tema della diatriba è il seguente: il Monte Bianco è francese oppure italiano?

    Nel 1865 le mappe ri-tracciate dai francesi inclusero una parte dei ghiacciai del Bianco, e da allora anche la gestione del soccorso alpino si è sempre fondata sulla collaborazione tra italiani e francesi, a vantaggio della sicurezza degli escursionisti. Per il resto, le proteste di parlamentari italiani sono rimaste inascoltate e così siamo arrivati all’inaugurazione, nel giugno scorso, della funivia alla base di Punta Helbronner….assenti i francesi, che hanno disertato le cerimonie ufficiali sostenendo la tesi della cartografia ottocentesca, da loro stessi redatta, ovvero: questo versante è roba nostra.

    Detto, fatto! Una quindicina di giorni fa hanno chiuso con un lucchetto il cancello di ferro che apre la via dal rifugio Torino – perché, sostengono, se qualcuno esce sul ghiacciaio e scivola, la responsabilità oggettiva è francese. Un modo per ribadire il concetto, insomma. Ora, è chiaro che avventurarsi in alta montagna senza precauzioni è pericoloso per chiunque, ma come si fa a non pensare al ritorno economico prodotto dal nuovo impianto di Punta Helbronner? Il Monte Bianco diventa anche un’occasione di nuovi guadagni, e si perde di vista l’aspetto culturale e paesaggistico della montagna italo-francese, che sarebbe meglio considerare innanzitutto patrimonio dell’umanità.

     

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