Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cous_cousE’ una disputa antica, che si risolve ogni anno intorno alle tavole di San Vito Lo Capo, durante i giorni della Festa del Cous Cous. Un piatto importato in Sicilia secoli fa, sulle cui origini si fanno ipotesi varie, che si incontrano e si confrontano nella grande festa trapanese con l’arrivo di cuochi da tutto il mondo e soprattutto di migliaia di visitatori.

    A San Vito Lo Capo si incontrano le tradizioni di culture lontanissime e si confrontano identità sotto forma di ricette. Il cous cous è considerato anche un veicolo di dialogo, verso la pace, perché porta all’incontro popoli come israeliani e palestinesi… intorno a una una tavola a dividersi un piatto di semola di grano duro cotta al vapore, preparata dopo aver separato a mano il grano ridotto in granelli, e rispettando i tempi di un’ora e mezza circa di cottura. Almeno i tradizionalisti lo cucinano così.

    Quest’anno però sono nate dispute tra il cous cous siciliano a base di pesce che viene appunto “incocciato” a mano e quello precotto, che non viene considerato dai “puristi” vero cous cous. E’ chiaro che in caso di manifestazioni enogastronomiche di massa sarebbe impossibile produrre una così grande quantità di piatti – alcune decine di migliaia – lavorando a mano tutto il prodotto. E poi non tutti sono d’accordo… ma sembra una polemica inutile. Come si può pensare che esista qualcosa di “autentico” se il piatto per sua natura è oggetto di contaminazioni tra culture diverse?

     

    Comments

    comments

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario