Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • 18 ottobreIn qualche modo bisognerà pur fare. Se i fondi sono pochi allora possiamo contare sul volontariato. Certo, non è una risposta risolutiva, ma almeno è una risposta.

    Quindi, se avete un po’ di tempo, e siete curiosi di visitare luoghi sconosciuti – perché sono chiusi al pubblico durante gli altri giorni – preparatevi domenica alla Maratona del Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano. Palazzi, chiese, giardini, cortili, teatri, anche storiche sale di incisione.

    Alcuni di questi spazi dell’arte sono stati recentemente restaurati. Altri saranno riscoperti grazie alle visite guidate gestite dai volontari del Fai. A Roma ci sono i depositi della Galleria Nazionale di Arte Moderna ricchi di opere d’arte che non vengono esposte per motivi di spazio nelle sale del museo. Per visitarli dovete iscrivervi al Fai, con un contributo in danaro sosterrete il restauro di altri monumenti.

    E’ questo il futuro dell’arte in Italia? Affidarsi alla buona volontà, ai privati che sponsorizzano le manifestazioni e i restauri, agli appassionati, agli imprenditori che prendono in affitto pezzi di patrimonio per eventi speciali? E’  solo una parte, non può essere il tutto. E soprattutto deve rimanere chiaro il ruolo dello Stato. Perché l’arte, il paesaggio, la cultura del nostro Paese sono Beni Comuni. (vedi art. 9 Cost.)

     

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