Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • 022409-470-videosorveglianzaLe nuove regole del jobs act sui dispositivi tecnologici in dotazione ai lavoratori hanno avviato la discussione sul rispetto della privacy dei dipendenti di ogni azienda.

    In sostanza le modifiche allo Statuto del 1970, articolo 4, prevedono che gli stessi strumenti di lavoro possano diventare mezzi di controllo dell’attività lavorativa, oltre agli impianti audiovisivi presenti in azienda.

    Quali sono le finalità per le quali si possono adoperare i dispositivi elettronici – computer, telefoni, tablet? “Tutti i fini connessi al rapporto di lavoro” – dice il testo. Quindi anche fini disciplinari.

    Per tutelare la privacy del lavoratore il datore dovrà preventivamente comunicare le “modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli”. Questo significa che il datore di lavoro, previo avviso al lavoratore, potrebbe anche installare sui telefonini aziendali un software che verifichi le chiamate –  e le mail, se si tratta di smartphone. Il problema è che mancano criteri di definizione dei limiti della privacy, e ci vorranno un po’ di tempo e di esperienza per definirli.

    Potrebbe darsi che un lavoratore insulti l’azienda sui social media, e questo potrebbe diventare oggetto di vertenza se si configuri ingiuria o diffamazione, ma non tutti i casi sono così chiari, e manca una disciplina precisa… controllare i contenuti delle conversazioni dei propri dipendenti sui social…sbirciare in fase di reclutamento qualcuno che si potrebbe assumere non è prassi diffusa in Italia, quindi non ancora disciplinata…

     Su questo terreno abbiamo molta strada da fare. Sarebbe meglio non dover passare attraverso le aule dei tribunali, dove le norme poco definite si prestano a interpretazioni diverse….

     

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