Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • beneventoSiamo sicuri che il maltempo sia un’emergenza? O non è forse una condizione naturale, che prende forme sempre più intense e frequenti, a causa dell’andamento climatico, e quindi produce effetti più devastanti?

    Ci si può fare qualcosa? Qualcosa sì, ma non si tratta di interventi che possano mettere al riparo completamente dalle conseguenze delle piogge torrenziali. Per quanto si possano svuotare i canali  e i tombini non ci sarà mai abbastanza spazio per accogliere la grande quantità di acqua che cade in tutta in una volta, come avviene ormai alle nostre latitudini.  Altri Paesi europei hanno istituito polizze assicurative per coprire i danni da maltempo. Ma i piani di gestione del territorio?

    L’ultima tendenza è di potenziare le protezioni nelle nostre città, mentre le campagne vengono in secondo piano. Eppure il consumo del territorio, l’incuria parte da lì, dall’abbandono dei terreni, dalla mancata manutenzione, dalle decine di migliaia di frane, dagli invasi d’acqua sempre più intasati di detriti…

    Le esondazioni dei fiumi sono eventi possibili, ciclici, si possono consultare serie storiche che potrebbero insegnare a prevedere, a prendere provvedimenti. La prevenzione si muove lentamente, al punto che esistono piano redatti e non finanziati perché i fondi sono scaduti – e forse non sempre si tratta di un danno, dato che a volte il rimedio è più grave del male. Si disegnano ancora oggi, dopo tutto quello che è accaduto nel nostro Paese, piani che prevedono il mantenimento dell’esistente, e non calcolano spazi di naturale deflusso delle acque. Eppure si sa che la natura non scende a compromessi. Quando si gonfiano i fiumi, ed escono dagli argini, inondano tutto quello che c’è.

     

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