Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • lavoratori-anzianiI lavoratori vicini alla pensione sono più costosi per le aziende, e costituiscono un freno all’assunzione di giovani.

    Ma non ci sono soldi per pagare eventuali pensionamenti anticipati, e allora? Allora si pensa a fare un part-time da proporre a quanti abbiano già compiuto 63 anni di età, e versato 35 anni di contributi.

    Una via morbida per prepararsi ad uscire dall’azienda – intanto conservando i contributi, che vengono coperti al 100%, per una  parte dall’azienda, il resto dallo Stato. Si tratterebbe insomma di una riduzione di orario e di stipendio. L’impresa pagherebbe in quota i contributi, anche se aiutata dallo Stato. Però avere due lavoratori anziani al posto di uno solo è sempre oneroso per le imprese, che non sarebbero incentivate ad adottare il part-time in uscita.

    Si tratta di misure comunque parziali, in attesa di una riforma organica per ora rinviata come minimo al prossimo anno, se non al 2017. E pensare che non abbiamo ancora superato il trauma degli esodati – e siamo arrivati alla settima salvaguardia. Restano fuori alcune migliaia di persone, ancora senza reddito ma non più al lavoro.

    E poi ci sono le trappole dell’anzianità che si allunga e dell’aspettativa di vita che cresce. Per alcuni lavoratori anziani rischia di diventare un inseguimento infinito verso la pensione, che arriverà solo in età avanzata. Mentre i giovani restano fuori dalla porta delle aziende.

     

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