Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Acqua-PotabileL’acqua è tornata a Messina, una riparazione ha tamponato la falla prodotta dalla frana che aveva interrotto l’erogazione a più di 250mila persone, ora dai rubinetti esce acqua ancora non potabile, però dovrebbe tornare buona da domani.

    Mancano i lavori definitivi di messa in sicurezza della frana, c’è un piano di prevenzione, e c’è una mappatura delle zone più a rischio già individuate, mentre preoccupa il quadro  idrogeologico complessivo.

    Messina purtroppo non è un caso isolato. Gela riceve ogni tre giorni acqua di colore improbabile, inutilizzabile per cucinare o bere, e però la paga carissima. Caltanissetta, Agrigento, Milazzo… Come mai i siciliani sono senz’acqua?

    E’ colpa del servizio scadente, che non pare migliorato durante questi ultimi anni di concessione ai privati. Eppure l’acqua costa, in Sicilia. E costa anche la depurazione…che rimane troppo spesso disattesa, per via di una serie di passaggi da acque bianche a fognature. Il prezzo lo pagano in bolletta i cittadini, che se vogliono rivalersi per l’inefficienza del servizio hanno l’unica risorsa del ricorso in tribunale, con tutte le spese che ne conseguono.

    Le istituzioni si rimpallano le responsabilità quando si scopre che non sono stati spesi – e sono ormai scaduti – i fondi europei destinati alla manutenzione della rete idrica, e alla riparazione delle falle. Perché l’acqua ci sarebbe, ma non negli acquedotti. E i sindaci che vogliono tornare al sistema pubblico, visti gli esiti di quello privato, subiscono minacce e pressioni di ogni tipo. Dove c’è carenza di servizi essenziali, si crea una domanda e nasce un mercato potenzialmente molto redditizio. Su questi affari si allunga la mano della mafia.

     

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