Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ttip21Insieme si vince. Si dice così in questi giorni di paura, nelle riunioni di rappresentanti di politica estera dei Paesi occidentali, uniti nella lotta contro il terrorismo. Intanto, però, da varie parti arrivano critiche sugli interessi di uno o più governi nelle questioni internazionali che occupano lo scacchiere diplomatico, complessissimo, in cui si sta sviluppando il potere degli integralisti islamici.

    Insomma, una cosa sono le buone intenzioni, altra sono gli interessi degli Stati, soprattutto quelli legati all’economia, alle varie industrie nazionali. La dimostrazione arriva dalla trattativa, di cui poco si parla sui giornali, sull’accordo commerciale del secolo, il TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership.

    E’ un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti d’America per la creazione di una zona di libero scambio commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Sarebbe la più grande del mondo, visto che rappresenterebbe circa la metà del prodotto interno lordo mondiale. Niente dazi doganali, grande convenienza per le aziende che potrebbero esportare i prodotti senza costi aggiuntivi. Il trattato potrebbe creare crescita e lavoro, ridurre i prezzi e stimolare i consumi ampliando la possibilità di scelta. E una serie di controlli, attualmente raddoppiati dalle due legislazioni oggi distinte, cadrebbero in virtù dell’armonizzazione del diritto.

    Ma in tema di sicurezza alimentare saremmo ugualmente garantiti, aprendo le porte a prodotti in arrivo dall’America? E i diritti dei lavoratori sarebbero ugualmente riconosciuti? Le convenzioni europee sul lavoro sono molto più numerose di quelle stipulate negli Stati Uniti. E l’ambiente?  Sono in gioco anche i diritti dei consumatori, le caratteristiche di piccole produzioni artigianali alimentari, spesso tipiche del made in Europe. Il punto saranno i compromessi al ribasso, eventualmente raggiunti per garantire la conclusione dell’accordo. Manca poco alla fine dell’anno, molti la indicano come una sorta di scadenza della stagione favorevole alla chiusura delle trattative. Vedremo cosa accadrà.

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