Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Trifolau-3-brVale tanto più oro quanto più pesa, e  quest’anno le aste hanno raggiunto anche i centomila euro per un tartufo. E’ un’eccellenza nazionale particolarmente rara – visto che il 2015 è un’annata scarsa per la produzione di questi funghi “sotterranei”. Troppo caldo troppo a lungo e poca pioggia.

    Queste sono le settimane decisive per la “cerca” nelle tartufaie, la migliore qualità è venuta fuori nell’ultima fase della stagione.

    Alcuni vorrebbero che l’Unesco riconoscesse il valore culturale del tartufo e che la legge disciplinasse meglio la produzione e il mercato. In effetti è molto difficile visto che si tratta di una risorsa naturale che cresce spontaneamente e chiede solo – si fa per dire – la tutela del territorio, il terreno delle tartufaie si forma accanto alle radici di querce e lecci, con cui si crea una simbiosi speciale.

    Non vi fidate di olii o altri condimenti aromatizzati al tartufo, si tratta di prodotti che non hanno nulla a che fare con un fungo fresco, che va consumato nel giro di pochi giorni dalla raccolta. Lo stesso vale per altri tipi di conservazione, come la congelazione. L’aroma, che è la caratteristica tipica dei tartufi, sparirà comunque. E allora?

    Allora tanto vale fare una colletta tra amici, comprare un pezzo pregiato in tanti, e goderselo insieme in occasione di una cena. Oppure fidarsi di un ristorante che lavora bene, e andare ad assaggiare il tartufo solo quando siamo nel mezzo della stagione. Adesso.

     

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