Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • risparmiatori-traditi-1030x615La storia delle banche salvate per decreto, e dei risparmiatori ancora in sospeso sul futuro dei loro soldi, è un laboratorio, in qualche modo una prova generale, di quello che ci aspetta a partire dal primo gennaio del prossimo anno.

    Quando entrerà in vigore la normativa europea con il passaggio di responsabilità ai correntisti con depositi superiori ai centomila euro, saranno tutti chiamati, in base al rischio di investimento, che si traduce in azioni e obbligazioni di vario tipo, a rispondere dei “prestiti deteriorati” – come li ha definiti il presidente della Bce.

    Le sofferenze all’interno del capitale bancario sono additate oggi da Mario Draghi tra le cause di intralcio della tanto attesa ripresa, quindi vanno smaltite rapidamente. La domanda è: a spese di chi si faranno questi risanamenti?

    In Italia abbiamo visto che è stata aperta la possibilità di ricorrere all’arbitrato, sulla base di un modello già sperimentato  in Spagna, nel caso si sia stati indotti a sottoscrivere titoli ad alto rischio senza esserne pienamente consapevoli. Per chi perdesse in sede arbitrale rimane sempre il ricorso al giudice.

    E per i manager degli istituti di credito che falliscono, cosa prevede la legge?

    Di fatto potranno essere chiamati a rispondere del loro operato davanti al tribunale, se vengono denunciati, e molte azioni verranno intraprese a discrezione del commissario nominato per la gestione dagli istituti di vigilanza nazionale, Bankitalia e Consob. Quindi gli unici che sicuramente saranno chiamati a rispondere in solido saranno gli azionisti della banca. Ciascuno in proporzione del capitale investito e in base al rischio sottoscritto. Tutti dovremo sviluppare una competenza molto elevata, spesso superiore alla nostra preparazione, per difenderci in questo nuovo sistema delle banche. Come dire che non siamo protetti abbastanza.

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