Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • fisioterapia3Ci sono milioni di persone in Italia affette da mal di schiena ricorrenti, con infinite variazioni sul tema delle tensioni muscolari che irrigidiscono il tratto cervicale o quello lombare. Poi ci sono pazienti affetti da malattie come l’osteoporosi o il Parkinson, ognuno affronta la malattia come può e molti finiscono per affidarsi alla fisioterapia.  Ma si fa presto a definirla in termini generali.

    Ci sono scuole e approcci diversi, e soprattutto, una volta scelto un metodo scientifico, serio, ed efficace nei risultati, diventa difficile riuscire a ripetere il trattamento senza spendere una fortuna. Il problema può essere cronico, e il servizio sanitario nazionale non permette di risolverlo all’interno di strutture ospedaliere.

    Si finisce nelle liste d’attesa di strutture private, convenzionate o partecipate del sistema pubblico. Nei fatti questo si traduce in una impossibilità di ricorrere più di una volta all’anno al ciclo di terapia necessario. Gli elenchi di pazienti sono lunghissimi, e chi ha problemi di spostamenti, spesso proprio a causa della malattia, si trova a dover vagare da un ambulatorio all’altro.

    La mancanza di garanzie e continuità si estende anche ai fisioterapisti, spesso assunti come precari, e ancor più spesso sottopagati, dopo attese di mesi. Ancora una volta si può dire che le scelte della nostra sanità, attribuite alla discrezionalità delle regioni, si declinano in mille realtà locali.

    Bisogna essere fortunati, e residenti nel luogo giusto. Il mal di schiena non è uguale in tutta Italia.

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