Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • libiaMa è vero che interverremo in Libia? Con quello che succede a livello internazionale, con la paura del terrorismo che a ondate cresce nelle nostre città ormai sorvegliate da uomini in tuta mimetica che imbracciano il mitra davanti a stazioni e aeroporti, monumenti e stadi, quasi ci dimentichiamo dei movimenti delle diplomazie internazionali.

    Proprio due giorni fa a Monaco, a margine dei lavori della conferenza sulla sicurezza, i ministri degli Esteri della coalizione anti-Isis hanno incontrato il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk. Oggi un nuovo possibile esecutivo di unità nazionale si affaccia sulla scena. Non ha ancora avuto la fiducia, e non è certo che ce l’abbia. Ma le diplomazie guardano a questo Governo come possibile riferimento per una coalizione di intervento militare.

    Anche se il Governo  è lungi dall’avere il totaIe controllo del territorio. La campagna militare procede. Con quali obiettivi? Sicuramente con la volontà di spezzare il fronte dei terroristi nel Golfo della Sirte, pericolosamente vicino all’Italia. Ma la situazione è ancora troppo confusa. Oltre all’Isis potrebbe trattarsi di vedersela con una serie di fazioni che sono in cerca di soldati da arruolare e si richiamano al marchio del Califfato per ottenere credibilità.

    Insomma il rischio di infognarsi in una guerra senza vantaggi veri è molto concreto. In realtà un’azione politico-diplomatica sarebbe preferibile, con il taglio di fonti di finanziamento destinate ai terroristi, e forse una missione militare – che si dà praticamente per scontata – potrebbe risolversi nella protezione di obiettivi strategici come i pozzi petroliferi libici. Si parla di forze di stabilizzazione. Ma insomma, siamo lontani dalla missione di pace….

     

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