Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • canapa-PianteUn tempo era una produzione di punta dell’Italia, negli anni ’40 eravamo ai primi posti nel mondo nella coltivazione della canapa, poi ci siamo perduti nella strada delle fibre artificiali, e l’abbiamo abbandonata.

    Un po’ è stato anche per i pregiudizi sugli effetti psicotropi della sostanza, infatti la cannabis varia le sue caratteristiche in base al sole che investe la coltivazione, e quindi dipende dalla latitudine la quantità di cannabinoide che si sprigiona.

    Quanto alla fibra tessile, furono gli interessi economici internazionali, legati ai derivati del petrolio, a far avanzare le produzioni di fibre artificiali. Oggi la canapa è tornata nei nostri campi perché depura il terreno, assorbe anidride carbonica, e poi il suo fusto alto cresce presto e lascia il campo libero ad altre  piantagioni, e non solo.

    Da qualche anno è stata autorizzata anche la  coltivazione per usi alimentari della canapa, ne sono state valorizzate le proprietà nutritive, e i semi si consumano come fonte di proteine e fibra.

    Ma soprattutto si manifestano usi in edilizia, per la realizzazione di mattoni e pannelli isolanti, e nelle tecnologie più avanzate, come la stampa in 3d.

    Quello che sta accadendo è che il nostro mercato chiede una quantità di prodotto sempre maggiore ma la filiera non è ancora abbastanza sviluppata, infatti la produzione non è neppure sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno. Risultato, siamo importatori di canapa.

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