Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • pendolari 16Gli italiani che si spostano tutti i giorni, per lavoro o per motivi di studio, i pendolari insomma, passano un mese e mezzo all’anno a spostarsi tra casa e i loro luoghi di destinazione.

    Questo già di per sé comporta uno stress aggiuntivo, senza considerare l’inefficienza dei trasporti.

    Infatti, ha calcolato il Censis, se i viaggi fossero più brevi e i tempi di percorrenza ridotti si risparmierebbe una quindicina di giorni all’anno. Invece ci cono i blocchi del traffico in autostrade e tangenziali, ci sono le attese e i ritardi dei treni. Ma la crescita dei prezzi degli appartamenti in città ha reso obbligatorio per tanti lavoratori il trasferimento nei piccoli comuni delle cinture metropolitane, e infatti il traffico in ingresso nei centri urbani è più intenso nelle prime ore del mattino.

    Si tratta di spostamenti che avvengono sempre negli stessi orari ed entro un raggio di chilometri contenuto, in una limitata estensione di territorio. Le persone che viaggiano sono soprattutto impiegati e insegnanti, poi studenti e operai. Come si spostano?

    Quasi tutti in macchina, perché i trasporti pubblici non riescono a soddisfare le esigenze dei viaggiatori, per orari, frequenza e copertura dei percorsi. Non è conveniente per i gestori delle reti incrementare le corse, o migliorare il trasporto. I pendolari nel frattempo si sono organizzati. Potete trovare racconti surreali sui forum dei viaggiatori, forme di protesta di ogni tipo, rassegnazione, rabbia, insomma un campionario completo di atteggiamenti.

    Probabilmente nessuno di questi racconti cambierà le cose, ma bisogna parlarne. Anche dai trasporti passa il grado di civiltà. Siamo in Europa, no?

     

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