Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • famiglie_numeroseMeno italiani in Italia. Non si tratta di uno slogan politico, è un titolo che riassume quello che emerge dai dati Istat sugli indicatori demografici. Si nasce di meno, anzi si tocca un record storico della decrescita dai tempi dell’Unità d’Italia, 1861.

    E poi si muore di più, quest’ultimo però è un fattore contingente legato alla sopravvivenza di persone in età avanzata nel 2014, seguita dalle relative morti nel 2015. Ci sono però altre cose, come la riduzione del numero di italiani residenti nel Paese, vale a dire la scelta di cancellarsi dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Ma come, non eravamo il Belpaese dei longevi e felici?

    Non tanto, a quanto pare – dati Ocse – la qualità della vita, che tipicamente peggiorava dopo i 70 anni, oggi anticipa la tendenza a dopo i 65 anni. Cosa sta succedendo?

    La crisi demografica è segno delle difficoltà degli italiani, sia nella ricerca di un lavoro stabile, che renda possibile l’idea di una famiglia, sia – una volta superate le difficoltà di occupazione – nell’organizzazione dei tempi di vita, in assenza di un sostegno alle donne per crescere i figli, e in assenza di reali condizioni di parità nelle assegnazioni di congedi parentali anche agli uomini. Magari finisce per scegliere di assentarsi dal lavoro quello dei due che è più garantito dal suo contratto, ma non sempre i papà ragionano in questo modo.

    Insomma, diventa difficile anche per i nonni, gli over 65, rilassarsi in vista del futuro, se con le loro pensioni si ritrovano a fare da sostegno a tutta la famiglia, e se non vedono prospettive stabili per i loro figli, e, quando ci sono, anche per i nipoti. Di questo passo dobbiamo chiederci: come sarà il nostro futuro?

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