Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • idomeniE adesso? Ora che l’Europa è precipitata ancora una volta nel clima di guerra, dopo gli attacchi in Belgio – cosa ne sarà della nostra libertà di circolazione? Lo spazio Schengen, uno dei segni concreti di integrazione tra Paesi e popoli, con l’abolizione dei controlli sui passeggeri alle frontiere in vigore da più di vent’anni – che fine farà? Grazie a successivi allargamenti attualmente Schengen include 26 Paesi, non solo dell’Unione Europea, ma questi Paesi non vanno tutti nella stessa direzione, specialmente quando si tratta di difendere i propri confini.

    Infatti già oggi alcuni Paesi membri hanno ripristinato i controlli, per motivi di sicurezza, come del resto previsto dal trattato. Quindi la Francia, la Germania, l’Austria, e ancora Slovacchia e Repubblica Ceca e altri hanno ricominciato a diffidare dei passeggeri in transito, per paura di attacchi terroristici ma anche per frenare l’ondata migratoria che si è riversata dalla via balcanica…

    Dove tutto questo potrà portarci ancora non lo sappiamo. Però c’è una parte di Schengen che riguarda la lotta alla criminalità organizzata internazionale o il terrorismo, e il coordinamento dei servizi di intelligence, che è stata disattesa. Travolte dalla paura del terrorismo e dall’incapacità di fronteggiare l’emergenza le politiche europee di libera circolazione potrebbero soccombere. L’antidoto sarebbe l’identificazione di tutte le persone in arrivo dall’altra sponda del mediterraneo, e lo smaltimento delle richieste d’asilo, in modo efficiente e sicuro per tutti. Ce la faremo?

    Ora, la Turchia è incaricata in base ai nuovi accordi di sorvegliare le frontiere e di smaltire una valanga di richieste d’asilo…ma tutto questo non comincerà prima di aprile. Non sappiamo con quale esito. E comunque tra sei-sette mesi rischieremo di essere di nuovo nell’emergenza se le persone disperate che partono verso l’Europa non sceglieranno di rinunciare di fronte alla minaccia del filo spinato…

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