Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Opere-incompiute-662x262-cLe strutture costruite e lasciate a metà, i lavori solo avviati e mai ultimati, si contano a decine nel nostro Paese. Perché? Ci sono varie cause, e tutte affondano le radici nella mancanza di programmazione dei lavori pubblici.

    Si immaginano strutture, e poi, una volta approvato il progetto si comincia a costruire, senza aver attraversato compiutamente tutte le fasi di verifica del suolo e del sottosuolo, delle caratteristiche idrogeologiche – che in Italia sono così peculiari –  e poi, magari,  una volta avviati i lavori finiscono i soldi.

    Così si fermano opere di tutti i tipi, dal Polo Pediatrico dell’Ospedale di Palermo, al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Cosa fare di questi grandi cantieri aperti e mai chiusi, ma sospesi in eterno? Ognuna di queste incompiute ha una storia speciale.

    Ci sono vicende che finiscono con inchieste e processi con sospetti di corruzione, o di infiltrazioni mafiose, con procedure d’urgenza e gare d’appalto al ribasso per l’assegnazione degli appalti.

    Ci sono cantieri che causano danni ambientali, e quindi vengono avviate analisi e bonifiche, finanziate e rifinanziate e trascinate per anni, coi costi che lievitavano di ora in ora.

    Il degrado di nuovi manufatti costruiti e mai terminati non viene considerato tra gli oggetti urgenti di manutenzione, nei piani di recupero urbanistico. E poi, non tutto si deve completare, quando si sia verificata la scelta sbagliata, inefficiente, fallimentare che è stata alla base dell’avvio dei lavori.  Ma anche per demolire è necessario decidere, con cognizione di causa. Appunto.

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