Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • trattoreSono le notizie quotidiane a farci riflettere su un tema che non è ai primi posti delle agende politiche. Anche se le leggi sulla sicurezza ci sono, poi mancano l’applicazione e i controlli, e in generale manca la cultura della protezione di chi lavora.

    Per questo si muore soprattutto in agricoltura – il 35% del totale, molti muoiono schiacciati dai trattori – e in edilizia – dal 20 al 25% del totale –  e poi anche nelle mille manifatture medio-piccole spesso seminascoste nell’Itala delle microeconomie, anche in nero.

    I dati sulle morti e sugli incidenti sul lavoro possono essere letti da diversi punti di vista. Intanto non tutti i lavoratori sono iscritti all’Inail, e per questo non è semplice fare il conto delle vittime.

    Ad esempio, oggi nell’incendio di una fabbrica nella provincia di Torino si sono feriti alcuni vigili del fuoco. Lavoratori come loro, come gli appartenenti alle forze dell’ordine, non rientrano nel calcolo Inail e neppure ci rientrano le partite Iva involontarie…e di incidenti sul lavoro se ne contano tanti in queste categorie.

    Poi ci sono i familiari. Prendiamo l’amianto. I lavoratori che si ammalano e muoiono di asbestosi, e tumori della pleura, hanno mogli che lavano le loro tute da lavoro, e si ammalano anche loro perché per il mesotelioma basta respirare una sola fibra di amianto… così alla fine di un percorso di rinunce e fatica arrivano la malattia e la morte, lo sterminio di intere famiglie. E’ bene continuare a scandalizzarsi per questo.

     

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