Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • QCertificazione-energetica-degli-edificiuanto ci vuole per aprire un locale? Fino a settemila euro solo di certificazioni: planimetria e agibilità, antincendio, idoneità igienico sanitaria, insonorizzazione…

    Ciascuno di questi documenti richiede l’intervento di un tecnico specializzato, un professionista che metta timbro e firma sul certificato. Non basta. Occorrono vari incartamenti burocratici, molti dei quali sono già in possesso della pubblica amministrazione, ma, nonostante questo, devono essere nuovamente prodotti dall’imprenditore, perché i vari rami della P.A., con le relative banche dati, non dialogano tra loro.

    Eppure la riforma si sta compiendo, esistono già in alcuni luoghi del paese i famosi Sportelli unici per le attività produttive. Ma gli stessi impiegati di queste strutture lamentano la farraginosità dei programmi di gestione, il fatto che ogni volta i dati vanno inseriti nuovamente proprio perché la comunicazione non è fluida. E la Scia? Doveva liberare gli imprenditori da una serie di lungaggini.

    Almeno in teoria, si può presentare la Segnalazione certificata di inizio attività, e inviarla on line all’amministrazione. Vero, esiste una possibilità teorica di avviare un’attività in due tre giorni appena. Però, prima di presentare la dichiarazione ci sono sempre da compiere gli adempimenti prescritti dalla legge. Poi si può iniziare, se il comune non eccepisce nulla entro 90 giorni. Ci sono luoghi d’Italia, e Roma è uno di questi, dove le eccezioni vengono fuori anche trascorsi i tre mesi prescritti dalla legge. E il lavoro fatto prima di allora? Diventa oggetto di ricorsi, e  ancora una volta i tempi si allungano….

     

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