Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Valdarno2Sono ottantanove le città italiane che hanno adottato i regolamenti per la gestione condivisa del potere tra amministratori e cittadini, in base al principio di sussidiarietà.

    Esistono centinaia di associazioni, gruppi di persone che vogliono collaborare prendendosi cura di spazi pubblici, giardini e orti urbani, e in qualche caso anche di beni architettonici che fanno parte del nostro patrimonio culturale. Beni comuni, di tutti, e occasione di incontro e relazioni sociali tra persone.

    Per questo c’è un grande entusiasmo intorno a questi laboratori di sussidiarietà. E non si può evitare di paragonare il dato della partecipazione dal basso con l’astensione del 62% alle ultime elezioni amministrative.

    Le persone non si fidano dei politici e però hanno a cuore le piazze, le strade, e i giardini delle città, pensano di essere in grado e hanno voglia di dare una mano. Le istituzioni pubbliche si possono nascondere dietro questa collaborazione?

    Il rischio esiste, in un Paese come l’Italia, ma non per questo si devono scoraggiare iniziative di partecipazione come quelle dei Labsus, mentre sicuramente vanno integrate con politiche pubbliche di cura dei beni comuni. Nelle grandi città italiane, in teoria, ci sarebbero grandi energie da impiegare, nei quartieri, nelle periferie. Vedremo se i nuovi sindaci saranno in grado di attivarle.

     

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