Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

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    guerralatteQuello che compriamo al supermercato nelle confezioni a lunga conservazione, anche se porta in etichetta l’indicazione “prodotto in Italia”, può arrivare da altri Paesi. La sicurezza alimentare resta garantita dai grandi marchi ma la qualità italiana, che viene considerata un’eccellenza nel mondo, non lo è altrettanto.

    I nostri allevatori soffrono – e lo sapevano già da prima, che le quote latte erano meglio dell’apertura al libero mercato. La conferma è arrivata quando le grandi industrie di confezionamento del prodotto sono ricorse ad altri produttori da tutto il mondo, romeni ma anche indiani, che assicuravano prezzi inferiori.

    Il risultato però non si è tradotto in un beneficio – almeno in termini di risparmio – per i consumatori. Nel senso che il prezzo del latte è rimasto quello, al limite è aumentato. Ora la questione etichette arriverà alla Commissione Europea, e nella battaglia per indicare chiaramente il luogo di produzione del latte non saremo soli. La Francia farà da apripista, e questa non è cosa da poco. Già in passato la richiesta italiana è stata respinta. Sappiamo che le scelte europee devono essere comuni. Di questo parleremo domani…

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